Il Vangelo della Domenica

Gesù Misericordioso



PREGARE PER CHI CI GOVERNA

25a Domenica T.O.



Siamo ancora sempre nel tempo ordinario e il Vangelo ci presenta una parabola di … ordinaria amministrazione, o piuttosto di poco ordinaria, ma sempre amministrazione è! Come sempre la Parola di Dio ci costringe a porci delle domande: qual è il nostro tesoro? Dove è il nostro cuore? Sappiamo essere furbi per il Regno?

* Ma che amministrazione è mai questa?

Di primo acchito sembra che qui si lodi il comportamento dell’amministratore disonesto, ma l’insegnamento da evincerne è che i figli della luce, per far avanzare il Regno di Dio, devono saper eguagliare in abilità i figli delle tenebre con tutte le loro astuzie. Abbiamo ricevuto beni materiali e spirituali, compresa la stessa vita, di cui dovremo rendere conto quando “renderemo” l’anima a Dio. Già questo “rendere” indica che siamo solo amministratori di questi beni e dobbiamo saper farli fruttare per la vita eterna. E così ci faremo anche tanti amici (tutti quelli che avremo beneficato quaggiù) che ci accoglieranno nelle dimore eterne. Nell’al di là ritroveremo solo ciò che avremo dato, mentre ciò che avremo trattenuto gelosamente, sarà perso per sempre. Già il Qoelet illustra tale situazione in questi termini: “Vanità delle vanità, tutto è vanità (…) chi ha lavorato (e accumulato) con successo dovrà poi lasciare ad altri i suoi beni”. Grande sventura accumulare per sé e poi va tutto a finire ad altri… Così non si arricchisce davanti a Dio e non ci si fa degli amici per il secolo futuro: chiediamo a Gesù di essere liberati da ogni cupidigia e da ogni grettezza, per diventare magnanimi e generosi nel cuore e nelle … mani. Che sappiamo aprirli entrambi!

* Chi sono i debitori?

In senso spirituale questa parabola potrebbe essere intesa così: i debitori siamo noi e il creditore è Dio. Davanti a Lui non possiamo che essere sempre e solo debitori; infatti nel Padre nostro preghiamo che ci siano rimessi questi debiti e che diventiamo capaci di riconoscere gli infiniti doni (a cominciare dalla vita) che ogni giorno ci elargisce e non mettere le nostre sicurezze su altri beni.
Colui che veste i gigli del campo e nutre gli uccelli del cielo, tanto più si occuperà di noi, suoi figlioli. “Occupati di me, mi occuperò di te”, diceva Gesù a Santa Caterina da Siena. Ecco il vero abbandono filiale che dobbiamo avere verso il Padre..

* Cosa fare per avere una vita calma e tranquilla?

Ma ciò che mi colpisce maggiormente è la seconda lettura di domenica tratta dalla lettera di San Paolo a Timoteo, che è di una attualità straordinaria: “Carissimo, ti raccomando prima di tutto, che si facciano domande, suppliche, preghiere e ringraziamenti per tutti quelli che stanno al potere, perché possiamo trascorrere una vita calma e tranquilla con tutta pietà e dignità.
Bisogna pregare per quelli che ci governano, lo sapevate? L’avete mai fatto? Ebbene sappiate
che è addirittura scritto nella Bibbia. “Che gli uomini preghino, dovunque si trovino, alzando al cielo mani pure, senza ira e senza contese”. E soprattutto preghino per tutti quelli che stanno al potere, perché l’avvenire del pianeta terra, dipende da loro. Chi di noi, coi tempi che corrono, non aspira a una vita calma e tranquilla senza ira né contese? Per questo, occorre elevare a DIO suppliche e preghiere incessanti, soprattutto per coloro che stanno al governo, se vogliamo avere una vita calma e tranquilla.

Wilma Chasseur




 

    Domande della settimana:

    • 1) Cosa disse il Signore a Mosè? ( Esodo 32,7) (Lc)
    • 2) Cosa aveva fatto il popolo?
    • 3) Quale fu la supplica di Mosè?







Luca

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