Il Vangelo della Domenica

Gesù Misericordioso

RECAPITO FISSO

1a DOMENICA D’AVVENTO


Nel Vangelo di oggi il maestro è Giovanni Battista. E sapete perché lo è? Perché dice di non esserlo, ma si definisce solo una voce che indica il vero maestro. E lo indica ai suoi stessi discepoli. Questa sì che è vera "maestria": la maestria dell'umiltà: solo essendo umili si è maestri. Quale maestro avrebbe accettato che i propri discepoli lo abbandonassero per seguire un altro maestro che, oltretutto, aveva indicato lui stesso? Anche se, chiaramente, questo nuovo maestro è IL maestro per eccellenza, il Figlio stesso di Dio. Fu così che i primi discepoli di Gesù furono Giovanni e Andrea che, all'inizio, erano discepoli del Battista che era comunque un rabbi molto stimato (ce ne fossero oggi di questi maestri!) e aveva i suoi discepoli.
* Come acquistare maestria...
E questa "maestria" dobbiamo acquistarla anche noi. Ma l'otterremo nella misura in cui ci convertiremo. Perché allora acquisteremo la maestria, non di una disciplina o di uno strumento, ma dell'intera nostra persona che non correrà più dietro al male, ma sceglierà sempre il bene. Senza fatica! Ardua impresa che va affrontata ogni giorno. Ardua perché dentro di noi ci sono fragilità e debolezze a senso alternato; e fuori ci sono tentazioni sempre fisse, oltre a un ambiente che stuzzica più i vizi che le virtù. E siccome la spinta verso Dio c'è, ma è debole, invece di convertirsi dal mondo a Dio si finisce per fare il contrario. Come rimediare? Ricordandoci che il male fa male e che la conversione non è solo sforzo nostro ma anche una grazia da chiedere.
Conversione dunque e il tempo di Avvento ci dà degli stimoli. Uno di questi che vi voglio proporre è la lettera a Gesù Bambino. Chi la scrive ancora? Credete che sia scomparsa? Ebbene no! Ci sono ancora scuole che la propongono! E ci sono anche adulti e fior fior di vescovi che la scrivono. Oggi ve ne propongo una di queste e le prossime settimane arriveranno quelle dei ragazzi.

* Lettera a Gesù Bambino

“Caro Gesù, voglio scrivere a te. Per tanti motivi. Prima di tutto, perché so che tu mi leggerai di sicuro e la mia lettera non rischierà di finire come le tue. Ce ne hai scritte tante, e sono tutte lettere d’amore, ma noi non le abbiamo neppure aperte. Nel migliore dei casi, le abbiamo scorse frettolosamente e con aria annoiata. Poi, perché so che tu sei imbattibile a leggere sotto le righe. E anche stavolta, ne sono certo, sotto le righe sai scorgere il mio cuore gonfio di paure e di speranze, di preoccupazioni e di tenerezze.
Ma, soprattutto, scrivo direttamente a te, perché so che a Natale ti incontrerai con tantissime persone che verranno a salutarti. Tu le conosci ad una ad una. Beato te, che le puoi chiamare tutte per nome. Io non ci riesco. Dal momento che passeranno a trovarti nel presepe, perché non suggerisci loro, discretamente, che non te ne andrai dalla chiesa appena disfatto il presepe e che, pur trovandoti altrove per i tuoi affari, hai sempre un recapito fisso che è la chiesa parrocchiale, dove ti potranno incontrare ogni volta che lo vorranno!...Metti nel cuore di chi sta lontano una profonda nostalgia di te. Asciuga le lacrime segrete di tanta gente, che non ha il coraggio di piangere davanti agli altri. Entra nelle case di chi è solo, di chi non attende nessuno, di chi a Natale non riceverà neppure una cartolina e a pranzo sarà solo. Gonfia di speranze il cuore degli uomini.
Buon Natale Gesù. Tuo Don Tonino Bello”.

Ecco: un modo per preparavi al Natale è ricordarvi del “recapito fisso” e andare spesso a trovare il … Signore che abita a quell’indirizzo. Bella l’idea vero?
La settimana prossima vi proporrò una lettera scritta da un ragazzo delle medie.

Wilma CHASSEUR



 

    Domande della settimana:

    • 1) Chi era il messaggero? (Mc)
    • 2) Cosa invitava a fare?
    • 3) Dove battezzava?







Marco

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